European Commission: Together for responsible, open and secure research and innovation

First European Flagship conference on Research Security © European Commission Around 500 policymakers, experts and practitioners from all over Europe and international partner countries gathered from 28 till 30 October 2025 in Brussels for the first European Flagship Conference on Research Security.  Participants took part in a host of panel sessions with over 100 speakers spread over the course of the three conference days. Both during and in-between sessions, the event took place in a particularly vibrant and engaged atmosphere, showing that there is clear willingness to get involved in peer learning. From the Commission side, there was a keynote speech by Commissioner for Startups, Research and Innovation Ekaterina Zaharieva, and several contributions from Deputy Director-General Signe Ratso.  … continua la lettura sul sito ufficiale della Commissione Europea

European Research and Innovation Days: 16-17 September 2025

The European Commission’s flagship research and innovation event brings together policymakers, researchers, stakeholders and the public to debate and shape the future of research and innovation in Europe and beyond. The European Research & Innovation (R&I) Days 2025 will take place on 16–17 September 2025 at The Square in Brussels. The sixth edition of this flagship event of the European Commission will bring together policymakers, researchers, business leaders and the wider innovation community to discuss how research and innovation drives Europe’s competitiveness, sustainability and industrial leadership, underpinning the EU’s top priorities.  This year’s edition, “Together, towards a Research and Innovation Union”, will come at a pivotal moment of discussions on the EU’s next long-term budget and key policy actions such as the Startup and Scaleup Strategy, the European Life Sciences Strategy, the AI in Science Strategy and the European Innovation and European Research Area Acts. 

1. Modello Nazionale

Premessa La libertà di ricerca scientifica e tecnologica è un pilastro della libertà accademica e dell’integrità scientifica e comprende il diritto e la possibilità per i ricercatori di esplorare, indagare e sviluppare teorie e metodologie in uno spazio scientifico aperto ma al contempo protetto. In tale contesto, le collaborazioni internazionali, europee e nazionali, circoscritte a soggetti pubblici o estese a soggetti privati, rappresentano una componente essenziale per una ricerca aperta, inclusiva e libera. La cooperazione internazionale favorisce lo sviluppo di contatti e di scambio di idee tra ricercatori di tutto il mondo, contribuisce a costruire ponti tra culture e nazioni, con benefici per il progresso scientifico, ma anche per l’economia e la società nel suo complesso. In questo contesto, che rimane imprescindibile per un Paese come l’Italia, occorre essere consapevoli che attività di soggetti stranieri o comunque estranei al sistema nazionale della ricerca, nell’ambito della competizione globale e delle tensioni internazionali, possono comportare crescenti criticità per l’integrità e la sicurezza di tale sistema e, in certi casi, anche per la sicurezza nazionale. Per tale ragione, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato una Raccomandazione nel maggio 2024 chiedendo agli Stati membri di adoperarsi per sviluppare e attuare una serie di azioni strategiche coerenti volte a rafforzare la sicurezza della ricerca, mettendo a punto un approccio nazionale al fine di definire, in dialogo con il settore della ricerca e dell’innovazione, modelli di protezione del lavoro dei ricercatori e del valore della ricerca nazionale Il Ministero dell’università e della ricerca ha inteso fornire a università, enti di ricerca e ricercatori degli strumenti utili, sotto forma di best practices e linee guida, affinché essi possano, su base volontaria e con la metodologia dell’auto-valutazione, creare intorno a sé e ai prodotti della ricerca un contesto di sicurezza, anche al servizio del sistema Paese. Si è così inteso dare attuazione alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea, per dotarsi di un modello adeguato e stimolarne e favorirne l’implementazione per continuare a promuovere e incoraggiare la cooperazione internazionale aperta, sicura e responsabile in materia di ricerca Le ragioni per le quali i ricercatori possono essere esposti a rischi per l’integrità e sicurezza della ricerca sono diverse. Tra queste, ad esempio: –    cercare opportunità per acquisire vantaggi economici e/o tecnologici; –    impiegare tecnologie illecitamente acquisite per usi in violazione della tutela dei diritti umani e del diritto internazionale; –    reclutare competenze industriali offshore per acquisire o anticipare nel tempo risultati e/o metodi di elevato interesse scientifico e/o valore, riducendo in tal modo le capacità di altri Stati, istituzioni di ricerca o imprese potenzialmente concorrenti. Il Ministero dell’università e della ricerca è impegnato a sostenere il sistema nazionale della ricerca, attraverso la messa a disposizione di strumenti e risorse per sostenere l’aumento della consapevolezza e proteggere le attività delle Istituzioni e dei ricercatori da ingerenze malevole, uso improprio e trasferimento indesiderato di conoscenze. È indispensabile, d’altra parte, tenuto conto del fatto che la “libertà accademica” che comprende autonomia scientifica e organizzativa di Università e Enti di ricerca presuppone la “responsabilità accademica”, che le istituzioni stesse si attivino e prendano le misure necessarie a proteggere la loro ricerca, per garantire che essa non venga sottratta e/o utilizzata a fini impropri e indesiderabili. Quando integrità e sicurezza della ricerca, dei suoi dati, dei suoi metodi e dei suoi risultati non sono garantite in maniera adeguata, si possono avere conseguenze negative su ampia scala, quali ad esempio: diminuzione della fiducia nei dati e nei risultati della ricerca da parte dell’opinione pubblica; perdita/sottrazione di dati sensibili e di elevato interesse scientifico e/o valore; perdita di controllo da parte del Paese sulle potenziali ricadute economiche della ricerca; danno reputazionale con, ad esempio, conseguente perdita di potenziali future collaborazioni; violazione di norme comunitarie o nazionali. Tale esigenza è avvertita dagli stessi ricercatori, come emerge dai dati recentemente raccolti grazie ad un questionario dedicato che ha coinvolto circa l’80 per cento delle università e degli enti di ricerca italiani, in base ai quali i rischi per le istituzioni di ricerca del nostro Paese sono in aumento e possono assumere forme molteplici. È pertanto necessario uno sforzo collettivo per sviluppare e adottare misure idonee a salvaguardare integrità e sicurezza della ricerca in Italia, in linea con gli orientamenti condivisi a livello UE. Il sistema italiano della ricerca, anche attraverso un dialogo continuo interministeriale promosso dal MUR, che coinvolge anche Agenzie governative e Autorità indipendenti, che consente un confronto e scambio di informazioni ed esperienze, condivide la responsabilità di identificare e mitigare tali criticità. Appare inoltre strategico che le organizzazioni/istituzioni che svolgono attività di ricerca o le finanziano abbiano piena conoscenza delle potenziali criticità delle attività che vengono loro proposte, al fine di avviare un dialogo con i proponenti per la mitigazione delle criticità medesime, prima della loro eventuale approvazione. All’interno di un quadro saldamente ispirato ai principi della scienza aperta e della libertà accademica, questo modello rappresenta un primo contributo a sostegno dell’integrità e sicurezza della ricerca, quale migliore garanzia del rispetto di quei principi.   Definizioni Nei documenti a supporto del modello nazionale per la sicurezza e l’integrità della ricerca e dei materiali ad esso correlati, i seguenti termini sono definiti come segue: Collaborazioni esterne e fonti di finanziamento esterne si intendono:   Istituzione / Istituzione di ricerca: termine utilizzato come alternativa per indicare università, enti di ricerca e altri organismi di ricerca (secondo la definizione internazionale di research performing organization), sia collettivamente che individualmente, a seconda del contesto. Sicurezza e integrità della ricerca: così come definito in ambito G7 “Global Research Ecosystem (SIGRE)”: La definizione è ampiamente in linea con quanto definito nella Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 23 maggio 2024 in cui la “sicurezza della ricerca” è definita come «l’anticipazione e la gestione dei rischi relativi: a) al trasferimento indesiderato di conoscenze e tecnologie critiche che possono compromettere la sicurezza dell’Unione e dei suoi Stati membri, ad esempio se deviate verso usi militari o di intelligence in paesi terzi; b) a ingerenze malevole nella ricerca, che possono sfociare in una

2. Linee Guida per le Istituzioni di ricerca

Le presenti Linee guida sono formulate con l’obiettivo di fornire alle istituzioni di ricerca (come da definizione nel “Modello Nazionale“) indicazioni operative per rafforzare la sicurezza della ricerca. Esse possono essere responsabilmente implementate per garantire una maggiore sensibilizzazione e un miglioramento della resilienza del sistema della ricerca, nonché lo sviluppo e l’attuazione di efficaci misure di salvaguardia.   Consapevolezza e comunicazione Diffusione di comunicazioni a livello di istituzione – Diffondere comunicazioni tempestive ed efficaci al personale ricercatore, al personale tecnico e amministrativo, nonché ai collaboratori e agli studenti, per accrescere la consapevolezza e informare su eventuali ingerenze malevoli  da parte di soggetti esterni  Queste comunicazioni includono informazioni, a titolo di esempio, su: iniziative che i ricercatori possono intraprendere per mitigare possibili criticità; requisiti e responsabilità per la segnalazione, la divulgazione, il controllo del trasferimento di conoscenze e tecnologie e altri controlli di sicurezza previsti dalle norme eurounitarie o nazionali; referenti a cui rivolgersi per assistenza.   Pubblicazione di newsletter e presentazioni sulla sicurezza – Pubblicare e distribuire periodicamente newsletter sulla sicurezza riguardanti temi, tra i quali: rischi provenienti dall’estero; preparazione per viaggi internazionali; organizzazione di seminari e presentazioni su integrità e sicurezza della ricerca rivolti ad audience specifiche (tesisti, dottorandi, ricercatori senior, project leaders, leadership accademiche ecc.).   Creazione di pagine web ad hoc nei siti istituzionali – Creare e mettere in evidenza nei siti web istituzionali pagine con link e informazioni su una pluralità di argomenti, tra i quali impegni di ricerca internazionali e collaborazione globale, influenze e interferenze indebite (per esempio, ma non solo, di governi stranieri) e mitigazione dei relativi rischi. Il sito web dovrebbe servire anche come ‘sportello unico’ telematico per accedere alle politiche e pratiche dell’istituzione in tema di integrità e sicurezza della ricerca, alle relative comunicazioni e informazioni, alle linee guida, nonché ai requisiti definiti dalle istanze nazionali (Governo, Ministeri, ecc.). Sarà presente il link a questo sito, appositamente realizzato dal Ministero.   Promozione del confronto nella comunità – Promuovere discussioni durante le riunioni degli organi di governo dell’istituzione e della comunità di ricerca (ricercatori e personale tecnico e amministrativo coinvolto). Favorire incontri regolari a livello delle strutture interne (dipartimenti, istituti, divisioni ecc.) sui vari aspetti della integrità e sicurezza della ricerca.   Formazione – Organizzare moduli formativi su tematiche, tra le quali: integrità e sicurezza della ricerca; linee di condotta per viaggi e soggiorni all’estero; linee di condotta in presenza di visitatori nelle strutture, protezione dei dati e cyber-security, attività soggette a controllo delle esportazioni, protezione della proprietà intellettuale. A tal proposito, il Ministero dell’università e della ricerca ha realizzato una serie di moduli informativi – che saranno disponibili su questo sito web dedicato, nella sezione “Informazione/Formazione”.   Compiti dei responsabili di attività I responsabili di progetti di ricerca, programmi di collaborazione scientifica e didattica, attività di ricerca o innovazione commissionata o conto terzi sono invitati, prima dell’avvio della loro attività, a prendere conoscenza del modulo formativo “Integrità e Sicurezza”, che sarà reperibile nella sezione “Informazione/Formazione” del presente sito, nonché a condurre un’autovalutazione preliminare delle eventuali criticità associate alla attività da intraprendere, accedendo prossimamente all’area dedicata di questo sito per compilare la scheda di autovalutazione. La scheda sarà resa disponibile al termine della fase di sperimentazione. Se l’attività non implica il coinvolgimento di partner e/o finanziamenti esterni (si veda la definizione fornita nel modulo “Modello Nazionale”), sarà sufficiente dichiararlo. Diversamente, il responsabile effettuerà un’analisi secondo tre possibili categorie di criticità, cioè quelle connesse: Per ciascuna categoria, saranno presi in considerazione sia i rischi teoricamente possibili, sia quelli concretamente associati all’attività. Una volta riempiti i campi della scheda, verrà automaticamente calcolato, per ciascuna categoria, un valore dei rischi associati all’attività. In base ad essi, il responsabile otterrà un report con misure da adottare per mitigare le criticità indicate, ed eventualmente il suggerimento di rivolgersi al referente per la sicurezza e l’integrità della ricerca dell’istituzione di appartenenza, ove esistente, o agli organi di vertice dell’Istituzione per ottenere ulteriori indicazioni al fine di condurre l’attività. Il referente, qualora ne ravvisi la necessità, informando i responsabili dell’attività ed autorizzato dal responsabile legale dell’istituzione o suo delegato, potrà rivolgersi al Centro nazionale per la sicurezza ed integrità della ricerca per opportuni ragguagli. Il responsabile dell’attività potrà valutare di rivolgersi al proprio referente per la sicurezza e l’integrità della ricerca anche prima o durante la compilazione della scheda, qualora necessiti di un confronto preventivo per una migliore valutazione delle criticità associate alla propria attività. Sarà inoltre suo compito aggiornare la scheda di autovalutazione dell’attività ogniqualvolta ricorrano modifiche riguardo collaborazioni e finanziamenti o ogni altra evoluzione delle attività che possa variare il livello di rischio.   Protezione dei dati e cybersecurity Consapevolezza di rischi informatici nel contesto delle attività di ricerca scientifica – Informare e formare ricercatori, studenti e personale tecnico e amministrativo sulla sicurezza informatica di base, sulle misure di protezione dei dati e sulle implicazioni della cybersecurity nella protezione delle attività di ricerca. Anche su questo aspetto, sono previsti moduli nella sezione “Informazione/Formazione” di questo sito. Nota: Dal 2018 è diventato pienamente efficace in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, “Regolamento generale sulla protezione dei dati” che individua un quadro unitario di misure e adempimenti per assicurare che nella circolazione dei dati personali trovino sempre adeguata tutela i diritti e libertà fondamentali degli interessati contribuendo a creare quel clima di fiducia necessario per lo lo sviluppo dell’economia. Si segnala, infine, che il Regolamento generale per la protezione dei dati individua specifiche condizioni giuridiche per i trasferimenti di dati personali verso paesi terzi, non appartenenti all’Unione europea, affinché sia assicurato un livello di protezione adeguato dei dati oggetto di trasferimento. In particolare, è previsto che, in assenza di una decisione di adeguatezza adottata dalla Commissione europea ai sensi dell’art. 45 del Regolamento medesimo, i trasferimenti di dati personali verso Paesi terzi siano consentiti solo qualora il titolare o il responsabile del trattamento forniscano garanzie adeguate che prevedano diritti azionabili e mezzi di ricorso effettivi

Security Research Event: boosting security through EU-based innovation

Varsavia, 24-25 giugno 2025 The Security Research Event (SRE) is the forum where industry, policy makers, safety and security practitioners, knowledge institutions and critical infrastructure operators discuss security threats and challenges, and how EU research and innovation can contribute to tackle them. The SRE 2025 took place at a turning point for EU’s civil security. Shifts in global geopolitics, advanced digital technologies and extreme weather events force us to constantly redefine the priority areas of EU actions and investments. Hybrid attacks have become a reality, traditional supply chains are being disrupted and terrorism and organised crime groups adapt their modus operandi to the new possibilities. In this new normal, the EU must step up its efforts to strengthen its preparedness, internal security and strategic autonomy. Security research and innovation has a significant role to play to address these security threats in the EU and protect our democratic values and fundamental rights. Through innovation, safety and security practitioners can be equipped with the tools they need to detect threats, prevent crime and accidents, secure evidence, model future risk scenarios and design the most effective responses. The main theme of 2025 edition was Boosting security through EU-based innovation. Five thematic panels provided the opportunity to discuss how to achieve the identified goals while ensuring the European strategic autonomy. In addition, Commissioner for Home Affairs, Magnus Brunner held his first implementation dialogue on the challenges to the EU’s security industry competitiveness and to the uptake of security innovation. This dialogue was an occasion to identify ways to improve, simplify and facilitate implementation of the EU policy agenda when it comes to research and innovation for security. The conference deliberations were accompanied by exhibition. In more than 50 booths, solutions developed under the Horizon Framework Programmes, the Internal Security Fund and the Border Management and Visa Instrument illustrated the discussions of the Conference. Institutional bodies such as the European Commission, the Research Executive Agency and Justice and Home Affairs Agencies were present. The booth-based presentations were complemented by small scale demonstrations held throughout the two days of the event in a dedicated area. The event was accompanied by the Security Innovation Award ceremony, bringing in the spotlight the most spectacular success stories of market uptake in EU-funded security innovation.

CONFERENZA STAMPA: piano d’azione nazionale per tutelare l’università e la ricerca italiane dalle ingerenze straniere – 7 novembre 2024

Piano d’azione nazionale per tutelare l’università e la ricerca italiane dalle ingerenze straniere

Si è tenuta a Palazzo Chigi la conferenza stampa sul varo di un piano d’azione nazionale per tutelare l’università e la ricerca italiane dalle ingerenze straniere. Alla conferenza hanno partecipato il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini; il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; il Presidente della CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiane), Giovanna Iannantuoni; il Presidente della CONPER (Consulta nazionale dei presidenti degli Enti di ricerca), Antonio Zoccoli. [La conferenza stampa] “Non esistono Paesi buoni e Paesi cattivi, esistono buone e cattive pratiche. Questo percorso inizia da lontano, da prima di questo governo: già esisteva una normativa legata alla cybersicurezza, non sono da due anni a questa parte comparse vicende particolarmente inquietanti che abbiano accelerato questo percorso che però deve essere accelerato nell’interesse generale. C’è bisogno di sicurezza nella ricerca perché il mondo ce lo chiede e noi siamo tra i più grandi produttori di idee. Quindi le nostre idee devono essere tutelate. Le idee che si sviluppano nel mondo devono avere una proprietà intellettuale, devono avere una tutela particolare. Il nostro paese e fortemente coinvolto in questo. Quindi la genesi è internazionale e quindi europea e quindi nazionale”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. Il ministero, ha ricordato Bernini, ha sottoposto ai ricercatori e alle università italiane un questionario, “che ha avuto l’80% di risposte, su base volontaria, una forma di auto-assessment per creare delle condizioni e dare la cassetta degli attrezzi a università, enti di ricerca, ricercatori e scienziati, per creare un contesto di sicurezza intorno a loro e soprattutto alle loro invenzioni. E l’80% di loro ha detto che desidera essere assistito in una autovalutazione sui rischi della ricerca”. Per questo motivo, ha aggiunto Bernini, “abbiamo organizzato due workshop a Roma e a Genova, per un lavoro su regole comuni, in coordinamento con il G7”. Il questionario citato da Bernini, nello specifico, esplora la percezione dei rischi e le misure di sicurezza della ricerca in università ed enti di ricerca: i risultati mostrano che l’attenzione alla sicurezza è cresciuta, ma la presenza di strutture programmatiche è limitata, specie tra le università. Esistono lacune in formazione, cybersicurezza, e protocolli di sicurezza per i viaggi internazionali e il controllo delle esportazioni e i rispondenti richiedono linee guida nazionali aggiornate, analisi di rischio, e formazione continua, suggerendo la necessità di un sistema di sicurezza nazionale e di riferimento per la sicurezza della ricerca”.

G7 Conference on Security and Integrity of the Global Research Ecosystem – Bari, 5 dicembre 2024

In seguito al G7 Research Compact del 2021, nel quale si affermava che «mentre le nostre nazioni e comunità iniziano a riprendersi dalla pandemia e a costruire resilienza di fronte a futuri shock, continueremo a collaborare con le comunità della ricerca e del mondo imprenditoriale per rimuovere, nella misura più ampia possibile, gli ostacoli alla condivisione aperta e rapida di conoscenze, dati e strumenti, riconoscendo in particolare l’importanza della sicurezza della ricerca, soprattutto nei settori d’avanguardia, e per promuovere la scienza aperta e la diffusione aperta, sicura e trasparente della scienza ai cittadini, impegnandoci a ridurre al minimo i rischi legati alla tecnologia», i Paesi del G7 hanno deciso di istituire il Gruppo di Lavoro sulla Sicurezza e l’Integrità dell’Ecosistema Globale della Ricerca (SIGRE). Tale Gruppo è stato incaricato di elaborare un insieme di principi comuni su questi temi (G7 Common Values and Principles on Research Security and Research Integrity), di delineare le modalità più efficaci per la loro attuazione (Best Practices for Secure & Open Research), e di istituire una Accademia Virtuale, una piattaforma destinata a raccogliere e condividere materiali e risorse sulla sicurezza e l’integrità della ricerca. I principi concordati mirano a tutelare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione all’interno del G7 rispetto ai rischi associati alla collaborazione aperta nella ricerca, salvaguardando al contempo i fondamenti della scienza aperta e l’autonomia della ricerca. L’Accademia Virtuale, valorizzando le competenze e le risorse della comunità scientifica, si rivolge a coloro che, nelle istituzioni finanziatrici e attuatrici della ricerca, nonché nelle amministrazioni pubbliche, sono responsabili della definizione e dell’attuazione di politiche relative all’integrità e alla sicurezza della ricerca. Per promuovere una comprensione condivisa di tali concetti, l’Accademia includerà comportamenti, sistemi e processi necessari a proteggere conoscenze e tecnologie sensibili, consentendo così alla cooperazione internazionale di proseguire con fiducia. In tale contesto, la Presidenza italiana ha proposto la Conferenza G7 sulla Sicurezza e l’Integrità dell’Ecosistema Globale della Ricerca, con i seguenti obiettivi: La conferenza, inaugurata da Anna Maria Bernini, Ministra dell’Università e della Ricerca, promuoverà, tra l’altro, l’Accademia Virtuale come spazio in cui i portatori di interesse possano esplorare strategie per mantenere un ecosistema della ricerca libero, aperto, sicuro e integro. La prima tavola rotonda coinvolgerà i ricercatori in un confronto sui seguenti temi:i) gli elementi della ricerca (dati, metodi, risultati, campioni) maggiormente suscettibili ad azioni ostili;ii) l’impatto dell’aggiunta della “S” di “secure” all’acronimo FAIR, indicando che i dati della ricerca debbano essere Findable, Accessible, Interoperable, Reusable e Secure, e se ciò possa ostacolare o favorire il progresso scientifico e tecnologico;iii) il ruolo potenziale dell’Accademia Virtuale nel mitigare tali vulnerabilità. La seconda tavola rotonda, alla luce dei contributi dei ricercatori, vedrà i decisori politici discutere:i) strategie per creare o rafforzare quadri normativi e infrastrutturali, incluse misure di cybersicurezza, per proteggere la ricerca vulnerabile;ii) modalità per garantire che il rafforzamento della sicurezza della ricerca non ostacoli lo sviluppo della scienza aperta;iii) i contributi che l’Accademia Virtuale può offrire per il raggiungimento di tali obiettivi. Al termine di entrambe le tavole rotonde è previsto il coinvolgimento attivo del pubblico nel dibattito. In the wake of the 2021 G7 Research Compact, which stated “As our nations and communities start to recover from the pandemic and build resilience for future shocks, we will continue to work with our research and business communities to remove barriers to the open and rapid sharing of knowledge, data and tools, to the greatest extent possible, recognising the importance of research security in particular in cutting-edge fields, and to promote open science and increase open, safe and transparent dissemination of science to citizens, and to strive to minimise technology-related risk”, a decision was taken by the G7 countries to establish the Security and Integrity of the Global Research Ecosystem (SIGRE) Working Group. The Group was tasked to develop a set of common principles on this topic (G7 Common Values and Principles on Research Security and Research Integrity), outline possible means to best implement them (Best Practices for Secure & Open Research), and establish a Virtual Academy, as a platform which would act as resource pool for materials on research security and integrity. The agreed principles aim to safeguard the research and innovation ecosystem within the G7 against risks associated with open research collaboration, while upholding the tenets of open science and the independence of research. The Virtual Academy, uniting and harnessing the expertise and resources across the research community, targets an audience represented by those responsible for developing and promulgating integrity and security relevant policies at research funding and research performing institutions, and within governments. To cultivate a shared understanding of research integrity and security, the Academy will incorporate the behaviours, systems, and processes necessary to protect valuable knowledge and technology assets, thus enabling international collaboration to continue with confidence. With these concepts in mind, the Italian Presidency has proposed the G7 Conference on Security and Integrity of the Global Research Ecosystem, aiming to: 1. promote awareness on research integrity and security principles, practices and resources, including the Virtual Academy, among the concerned researchers’ and policy makers’ communities; 2. provide an opportunity for information sharing and knowledge exchange across the G7+ countries (i.e., the G7, the European Commission, and several pilot partner countries). The conference, inaugurated by Anna Maria Bernini, the Italian Minister of University and Research, will inter alia promote the Virtual Academy as a space where stakeholders can explore strategies to maintain a research ecosystem that is free, open, safe, secure, and operates with integrity. The first roundtable will engage researchers in discussions about: i) the elements of research (data, methods, results, samples) that are most susceptible to potentially hostile actions; ii) the impact of adding an ‘S’ (for ‘secure’) to the FAIR acronym, indicating that research data should be Findable, Accessible, Interoperable, Reusable and Secure, and whether this could hinder or foster scientific and technological progress; iii) the role of the Virtual Academy in mitigating these vulnerabilities. In the second roundtable, policymakers, having considered the researchers’ insights, will address: i) strategies to establish or enhance legal and infrastructural

Conferenza Nazionale “Sicurezza e Integrità della Ricerca” – Bari, 4 dicembre 2024

Si è tenuta al Politecnico di Bari la Conferenza Nazionale sulla Sicurezza ed Integrità della Ricerca organizzata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. La Conferenza ha preceduto il quarto ed ultimo side event targato G7 Scienza e tecnologia, dedicato allo stesso tema, il 5 dicembre. La Conferenza è nata come ulteriore momento di confronto e approfondimento in vista anche dell’applicazione della Direttiva europea NIS 2 in tema di cyber-sicurezza. L’obiettivo finale è individuare un ‘modello italiano’ per la sicurezza e integrità della ricerca. A tal fine si è discusso di possibili linee guida dedicate, che saranno alla base del portale sicurezzaricerca.mur.gov.it dove Università e Enti di ricerca potranno trovare, a partire dal prossimo anno, materiali formativi ed informativi sulla protezione della ricerca nazionale. Il modello nazionale prevede che i responsabili di progetti e attività di ricerca compilino una scheda di autovalutazione nella quale andranno ad inserire i livelli di rischio avvertiti lungo tre filoni: natura della ricerca (a partire dai 10 settori identificati dalla UE), provenienza di eventuali fondi esterni (pubblici e privati), partnership con enti esterni (pubblici e privati). L’avvio della fase sperimentale sarà preceduto da una seconda Conferenza nazionale, che coinvolgerà tutti gli enti e le università che vorranno aderire, su base volontaria, per migliorare il loro livello di protezione. L’obiettivo è di arrivare al 2026 per l’implementazione definitiva del modello, in linea con le esigenze europee e le migliori pratiche internazionali. L’iniziativa promossa dal Governo, in stretta collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e la Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca (CoPER), punta a rafforzare l’autonomia e la libertà della ricerca, valorizzando al contempo la cooperazione e competitività internazionale. DOCUMENTI SCARICABILI Programma Presentazioni:

Sicurezza Integrità della Ricerca
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